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Sanificazione – normative

Consigli utili sulla sanificazione degli ambienti di lavoro e il riassunto delle direttive governative aggiornate al 5 marzo 2020

Lo conosciamo tutti ormai, è il protagonista del momento: il coronavirus o CoViD-19, il virus la cui diffusione purtroppo sta bloccando molte attività commerciali in tutta Italia.

Ma cosa possono fare aziende, uffici, ospedali, hotel, negozi per sanificare i propri ambienti, a prova di qualsiasi virus o batterio?

Vediamo insieme quali sono a questo proposito le indicazioni governative e ministeriali emanate nelle ultime settimane.

Per quanto riguarda le strutture sanitarie, il Decreto del Presidente del Consiglio del 4 marzo 2020, art.2 prevede che:

“il personale sanitario si attiene alle appropriate misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e applica le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti previste dal Ministero della salute.”

In particolare, il Ministero della Salute ha emanato una circolare dal nome COVID-2019. Nuove indicazioni e chiarimenti” che chiarisce le norme per la gestione dei casi affetti da coronavirus ma che nel contempo fornisce utili informazioni sulla sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro

Manca invece a livello ministeriale una direttiva specifica per quanto riguarda la sanificazione da coronavirus degli altri ambienti di lavoro, per esempio per quanto riguarda hotel, aziende o uffici.

Il ministero della Sanità ha però emanato diverse direttive sui comportamenti che ognuno di noi dovrebbe seguire per evitare la diffusione di questo virus, nella vita di tutti i giorni e ovviamente anche in ambienti di lavoro: li ha poi riassunti in un decalogo il cui punto 6 prescrive di “pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro e alcool”. Sempre secondo il ministero infatti:

“Le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore [sulle superfici]. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone.”

Prescrizioni, credito d’imposta e fondi speciali: cosa dicono gli ultimi provvedimenti governativi a proposito della disinfezione degli ambienti di lavoro.

Sono diversi i provvedimenti presi dal governo negli ultimi giorni per contrastare la diffusione del Coronavirus negli ambienti di lavoro e tutelare la salute dei i lavoratori. Ultimo in ordine di tempo il cosiddetto Decreto “cura Italia” del 17 Marzo 2020, il provvedimento che stanzia 25 miliardi di fondi a sostegno del mondo del lavoro in questo periodo di crisi. 

Il 14 marzo scorso sindacati e imprese (in accordo con il governo) hanno siglato un protocollo che obbliga le aziende ad assicurare “la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago” ma non solo. Il protocollo prevede misure specifiche nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali. In questo caso l’azienda “procede alla pulizia e sanificazione dell’area secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute, nonché alla ventilazione dei locali”.

Ma cosa prevede invece il Decreto “cura Italia” per la sanificazione degli ambienti di lavoro (anche istituzionali) dal rischio Coronavirus

Il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19) distingue in due diversi articoli i provvedimenti a sostegno della sanificazione di ambienti lavorativi in generale (art. 64) e di ambienti istituzionali (art. 114).

Coronavirus, cosa prevede il Decreto “cura Italia” per la disinfezione di aziende, uffici, negozi e ambienti di lavoro in generale?

Il decreto “cura Italia” del 17 marzo 2020 art.64, “allo scopo di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del virus COVID-19” prevede per il periodo d’imposta 2020:

“per soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione un credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro nella misura del 50 per cento delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario,

nel limite complessivo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020.”

Il comma 2 dell’art. 64 del Decreto stabilisce che i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta verranno stabiliti con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e che questo verrà adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge.

Al comma 3 è affidato il riferimento all’art.126 dello stesso decreto per quanto riguarda gli oneri derivanti da questo articolo. 

Coronavirus, cosa prevede il Decreto “cura Italia” per la sanificazione degli ambienti di Province, Città metropolitane e Comuni? 

Per quanto riguarda i locali e luoghi di lavoro istituzionali, il decreto “cura Italia” all’articolo 114 prevede lo stanziamento di un fondo specifico per la disinfezione degli ambienti di province, comuni e città metropolitane da rischio Covid-19. Il fondo calcolato per l’anno 2020 è di 70 milioni di euro, da suddividere in 65 milioni per i comuni e 5 milioni per le province e le città metropolitane. La ripartizione avverrà

“con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero della salute, da adottarsi, sentita la Conferenza Stato città ed autonomie locali, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto, tenendo conto della popolazione residente e del numero di casi di contagio da COVID-19 accertati.

Anche in questo caso, al comma 3 è affidato il riferimento all’art.126 dello stesso decreto per quanto riguarda gli oneri derivanti da questo articolo.